Internet ad alta velocità: riuscirà il broadband a salvare il pianeta?
Helene Labriet-Gross, per L'Atelier USA
Una ricerca realizzata dall'American Consumer Institute a fine 2007 elogia l'impatto positivo che l'utilizzo diffuso del broadband potrebbe avere sull'ambiente, grazie alla riduzione delle emissioni dei gas responsabili dell'effetto serra. Chi potrebbe mai immaginarsi che il semplice fatto di cercare gli ultimi disperati regali natalizi su internet con la propria connessione ad alta velocità, con l'obiettivo di evitare la frenetica folla dei centri commerciali, possa contribuire a ridurre il riscaldamento globale? Una generalizzazione dell'uso del broadband potrebbe far risparmiare 1 miliardo di tonnellate di gas serra in 10 anni, che rappresenta l'11% delle importazioni petrolifere annue, secondo la ricerca “Servizi di banda larga: vantaggi per l'economia e per l'ambiente”, di Joseph P. Fuhr e Stephen B. Pociask.
La ricerca studia i diversi comportamenti possibili grazie all'uso di
Internet ad alta velocità
, come gli acquisti online, il telelavoro, l' e-materializin (ossia la materializzazione di articoli come software, musica, ecc. attraverso il web), le teleconferenze e l'e-learning, convertendone gli effetti positivi in risparmio di emissioni dei gas serra fondamentalmente
attraverso la riduzione del consumo di energia.
L'impatto dell'uso di Internet ad alta velocità riguarda principalmente la quantità di viaggi, spazi e materiali necessari nel processo di acquisto, lavoro o apprendimento, sulla base di presupposti piuttosto semplici.
“Effettivamente, invece di recarsi in cinque o sei negozi alla ricerca di un prodotto o per verificare chi fa il prezzo migliore, è sufficiente fare una ricerca su Internet e acquistare online, riducendo l'inquinamento collegato agli spostamenti”, spiega Joseph P. Fuhr, autore della ricerca e professore di economia alla Widener University.
“Per quanto concerne la catena di fornitura, si riducono le giacenze di magazzino, il che significa meno spazi necessari, e dunque necessità ridotte per riscaldamento, aria condizionata e illuminazione.
La Dell ad esempio, ha aumentato di 36 volte le vendite, riducendo viceversa di 4 volte lo spazio delle proprie strutture.” In linea generale,
l'e-commerce già riduce le emissioni di CO2
di 37,5 milioni di tonnellate, e si potrebbe arrivare a 206.3 milioni di tonnellate nel 2017. “Ed è una stima prudente, visto che abbiamo preso in considerazione solo il business to business e il business to consumer, senza tenere conto del consumer to consumer.”
Lo stesso vale per il telelavoro, che si traduce in un risparmio di oltre 588 milioni di tonnellate tra minori spostamenti in auto, meno traffico, meno uffici costruiti e meno energia consumata per farli funzionare. Anche sostituendo la posta cartacea con quella elettronica, i CD e i DVD in plastica con il download online e i quotidiani di carta con la lettura su Internet si potrebbero risparmiare 67,2 milioni di tonnellate di CO2.
Tuttavia, il broadband deve vincere alcune sfide per fare davvero la differenza. Solo il 50% delle famiglie americane ha un abbonamento a banda larga, secondo uno studio condotto da Kagan nel 2006, malgrado l'accesso abbia raggiunto il 95% della popolazione. Inoltre, come fa notare Joseph P. Fuhr, “l'obiettivo di questa ricerca sono i vantaggi dell'uso di Internet ad alta velocità”, ma che dire allora dei rifiuti elettronici? Il loro costo ambientale in rapporto ai vantaggi del broadband è difficile da quantificare. Secondo la relazione “Gestione dei rifiuti elettronici negli Stati Uniti” pubblicata dalla U.S. Environment Protection Agency nell'aprile del 2007, “nel 2005, gli apparecchi elettronici usati o dismessi ammontavano a una cifra tra gli 1,9 e i 2,2 milioni di tonnellate, di cui tra 1,5 e 1,9 milioni essenzialmente gettati in discariche, e solo tra 345.000 e 379.000 tonnellate riciclate.” Se l'uso della banda larga è un primo passo per arrestare il riscaldamento globale, non si vedono ancora grandi sforzi in ambito di dotazione elettronica personale per ridurre le emissioni dei gas serra.