Finalmente è arrivata la convergenza. Per che cosa esisterebbe altrimenti il “triple play”, la soluzione di Internet, telefono e TV in un'unica connessione? Gli operatori possono offrirlo a costi ridotti ma la distribuzione è stata più lenta del previsto.
Se avete visto un video su YouTube, potete dire di aver già provato l'IPTV (Internet Protocol Television, N.d.T.). Ma l'IPTV significa, più specificamente, la trasmissione dei canali televisivi tradizionali direttamente sullo schermo della TV. Se a un video di YouTube si può perdonare di essere granuloso e poco fluido, la TV trasmessa via Internet deve essere della massima qualità. L'IPTV promette zapping, interattività, effetto picture-in-picture, videoregistrazione digitale e alta definizione. Promette anche di fornire contenuti indipendentemente dal tipo di schermo utilizzato dall'utente quando si connette alla TV, al PC o a un'altra periferica IP.
La Comcast, per esempio, sta promuovendo un
abbonamento mensile al triple play
al costo di $99 al mese per il primo anno.
L'offerta on-demand del pacchetto include spettacoli televisivi, film, musica e documentari. Anche l'offerta Verizon's Triple Freedom si aggira intorno ai 100 dollari. Il più caro è Quad Pack di AT&T: 134 dollari per un mese.
Per fare un paragone, in Francia i principali internet provider offrono il triple play a circa 29 euro al mese (39 dollari). Secondo Strategy Analytics, nel 2007 in Nord America il numero di abbonati all'IPTV sarà più che raddoppiato, raggiungendo un milione di case. Tra quattro anni sarà di undici milioni. Tuttavia, secondo un rapporto di Telephony Online, le compagnie telefoniche che offrono le nuove tecnologie hanno avuto grosse preoccupazioni: l'amministratore delegato di AT&T ha detto al BusinessWeek che lanciare l'IPTV è stato “molto più complesso di quanto i più avevano pensato”. Molti problemi sono derivati dal middleware, sviluppato in parte da Microsoft. Il risultato è stato che, nel 2006, l'adozione è stata più lenta del previsto mentre il 2007 viene reclamizzato come l'anno in cui l'IPTV si imporrà nel Nord America.
Joost, protagonista del P2P
Joost, ultimissimo progetto dei fondatori di Skype, servizio Voice over IP, non è ancora ufficialmente disponibile ma sta già suscitando enorme interesse anche da parte degli investitori di capitali di rischio che hanno investito nel progetto
45 milioni di dollari
. Poiché Joost si basa su una tecnologia peer-to-peer, ogni utente può caricare e scaricare dati, contribuendo alla larghezza di banda disponibile.
Disponibile in versione beta, Joost permette di vedere programmi televisivi ad alta definizione e promette l'interattività ambita dagli utenti. Fare ricerche, chattare e inviare messaggi istantanei ad altri utenti è parte dell'esperienza. Viacom, Warner Music, Endemol e NHL sono solo alcuni dei fornitori di contenuto che hanno firmato accordi con Joost.
Isabelle Boucq per Atelier