In questo numero:
I conti della recessione in Italia: confronti storici e differenze con altri paesi europei.
SINTESI
Con il dato positivo del Pil nel terzo trimestre del 2009 la recessione in Italia è tecnicamente conclusa. La crescita dello 0,6% rispetto al dato registrato nel trimestre precedente ha permesso un recupero solo lieve delle perdite accumulate nei cinque trimestri di recessione, durante i quali l’economia italiana è tornata indietro, in termini di crescita, di 25 trimestri.
La crisi in corso non ha colpito l’Italia in modo più acuto rispetto ai principali partner europei, ma ha accentuato le debolezze strutturali di cui il paese soffre da anni. L’uscita dalla crisi sarà lunga: se l’Italia crescesse nei prossimi trimestri ad un ritmo pari alla media della crescita registrata tra il 1999, anno di adozione dell’euro, e il 2007, anno precedente l’inizio della recessione, occorrerebbero 17 trimestri per recuperare quanto perso. Il cammino della ripresa potrà essere accelerato da una nuova fase di riforme strutturali: la velocità di uscita dalla crisi dipenderà anche dalla capacità delle imprese di generare processi di innovazione che consentano di accrescere l’efficienza e la produttività, nonché da un rinnovato processo di liberalizzazioni e da una ristrutturazione del sistema di welfare, condizione necessaria per affiancare alla maggiore flessibilità del mercato del lavoro un’adeguata coesione sociale e intergenerazionale.
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